Gotica. Cotrappunti d'architettura


Accanto al nitore di solitari paesaggi naturali, ritratti dal 2004 nella serie Terre/Sogni, Daniele Indrigo ama rivolgere la sua ispirazione ad un altro tipo di vedute, tradotto in una serie di immagini in bianconero focalizzate su dettagli e suggestioni architettoniche circoscritte alla grande stagione dell’arte gotica, progetto avviato nel 2009 e tuttora in divenire. Ciò che incanta l’autore, nella sua ricerca attraverso l’Europa delle cattedrali, delle abbazie e dei monumenti più splendidi di questa ricchissima fioritura, è ancora una volta il disorientamento e nello stesso tempo quasi l’ipnotismo che cattura la mente umana di fronte a questi incredibili scenari. Per questo il fotografo va a rimarcare le audaci soluzioni costruttive, la possanza di archi e nervature, la perfezione e l’originalità dell’apparato decorativo, l’elevazione delle pareti verso le più alte conquiste della Fede e della Teologia medievali. E accanto alla magnificenza degli edifici nei secoli preservati intatti e tuttora vissuti dalle rispettive comunità, il fascino e l’ammirazione per le rovine e i lacerti che è stato possibile comunque conservare alla memoria dei posteri, nel naufragio dell’arte e delle civiltà occorso lungo i secoli per mano dell’uomo, della natura o semplicemente del Caso. Ne risulta una particolarissima forma di fotografia che oscilla tra una sorta di “paesaggio architettonico” e dettagli vicini quasi al gusto astratto, benché non toccati da interventi di modifica, montaggio o duplicazione artefatta di quanto catturato dall’obiettivo.
L’originale ripresa delle strutture e degli elementi portanti dell’arte gotica ne rilancia gli aspetti più affini alle rigorose forme dell’armonia musicale e del contrappunto, impeccabili nella scelta delle proporzioni, degli intervalli e delle relazioni tra le parti, quasi si trattasse di un intricato ma sempre armonioso spartito a più voci, che trova nella sua perfezione numerica – come sottolineava già S. Agostino nel suo dialogo “De Musica” – un intrinseco riflesso della perfezione divina. Del tutto inusuale è anche la scelta del fotografo di mettere in evidenza questo stupefacente manuale di ardite soluzioni architettoniche svettanti verso il cielo, attraverso riprese rigorosamente in orizzontale, che eppure restituiscono pienamente la profondità e l’incredibile varietà cromatica di questi ricami di pietra, impreziositi spesso da altorilievi e sculture. La stampa perfetta e rigorosa della tecnica “fineart”, corredata da un trattamento sapiente dell’immagine per restituire tutta la brillantezza e la tridimensionalità della raffinata gamma di chiaroscuri, offre infine alle opere la loro inconfondibile cifra di qualità, eleganza ed originalità espressiva.